Cartello Divieto di Fumo: gli Obblighi
Cartello divieto di fumo: dove è obbligatorio esporlo, cosa deve contenere, le sanzioni e gli obblighi del datore di lavoro per i luoghi di lavoro.
Il cartello con il divieto di fumo è uno degli obblighi più diffusi e spesso sottovalutati nei luoghi di lavoro. Discende da una normativa specifica sul fumo passivo che si intreccia con gli obblighi generali di tutela della salute dei lavoratori previsti dal D.Lgs. 81/2008. Per il datore di lavoro esporlo correttamente non è una scelta, ma un preciso dovere sanzionato in caso di omissione.
Il quadro normativo
Il divieto di fumo nei locali chiusi aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro è stabilito dalla cosiddetta legge antifumo (art. 51 della Legge 3/2003, nota come legge Sirchia) e dai relativi provvedimenti attuativi. Si affianca all'obbligo generale del datore di lavoro di tutelare la salute dei dipendenti, anche rispetto al fumo passivo, nell'ambito della valutazione dei rischi. Il divieto si applica a tutti gli ambienti di lavoro chiusi, salvo eventuali aree fumatori appositamente attrezzate e a norma.
Dove è obbligatorio esporre il cartello
Il cartello deve essere collocato in modo visibile in tutti i locali soggetti al divieto: uffici, reparti produttivi, magazzini, aree comuni, sale d'attesa, servizi e ogni altro ambiente chiuso. La cartellonistica va posizionata all'ingresso dei locali e in punti ben visibili all'interno, in numero adeguato all'estensione e alla conformazione degli spazi, così che il divieto sia chiaro a chiunque vi acceda.
Cosa deve contenere il cartello
Per essere conforme, il cartello deve riportare elementi precisi:
- la scritta VIETATO FUMARE;
- l'indicazione della norma di riferimento;
- la sanzione applicabile ai trasgressori;
- l'autorità cui spetta accertare l'infrazione e il soggetto incaricato di vigilare sul rispetto del divieto.
L'indicazione del responsabile incaricato della vigilanza è particolarmente importante, perché individua chi, all'interno dell'organizzazione, deve far rispettare il divieto e contestare eventuali infrazioni.
Gli obblighi del datore di lavoro
Il datore di lavoro deve installare la cartellonistica conforme, individuare i soggetti incaricati di vigilare e garantire il rispetto del divieto. Deve inoltre considerare il fumo passivo fra i rischi da gestire e, qualora scelga di predisporre aree per fumatori, assicurarsi che siano dotate degli impianti di ventilazione e dei requisiti tecnici previsti dalla normativa, separate dagli ambienti di lavoro.
Le sanzioni
L'inosservanza comporta un duplice ordine di sanzioni: quelle amministrative pecuniarie a carico del singolo che fuma dove è vietato, e quelle, più rilevanti, a carico del titolare del locale o del datore di lavoro che non espone i cartelli, non vigila o non fa rispettare il divieto. A queste si aggiungono le possibili responsabilità ai sensi del D.Lgs. 81/2008 per la mancata tutela della salute dei lavoratori esposti al fumo passivo.
Un tassello della prevenzione
Anche un adempimento apparentemente minore come il cartello del divieto di fumo rientra nella più ampia responsabilità del datore di lavoro verso la salute dei dipendenti. Conoscere questi obblighi e saperli inquadrare nella valutazione dei rischi è parte della formazione di base. Per assolvere l'obbligo formativo in modo completo, scopri il nostro corso datore di lavoro RSPP da 16 ore in modalità FAD: conforme all'Accordo Stato-Regioni 2025 e con attestato valido.
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