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Chi Paga la Formazione sulla Sicurezza?

La formazione sulla sicurezza è sempre a carico del datore di lavoro e gratuita per il lavoratore: scopri cosa prevede l'art. 37 del D.Lgs. 81/2008.

Uno dei principi cardine del D.Lgs. 81/2008 è netto: la formazione sulla sicurezza è sempre a carico del datore di lavoro. Il lavoratore non deve sostenere alcun costo per assolvere agli obblighi formativi previsti dalla legge. Questo principio, spesso ignorato, ha conseguenze pratiche importanti sia per i dipendenti sia per i titolari di impresa.

Il principio della gratuità per il lavoratore

L'art. 37, comma 12, del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che la formazione dei lavoratori deve avvenire senza oneri economici a loro carico. È il datore di lavoro a doversi fare carico di tutti i costi: iscrizione ai corsi, materiale didattico, docenza, eventuali trasferte. Il lavoratore non può quindi essere chiamato a pagare la propria formazione né a vedersela trattenere dalla retribuzione.

Durante l'orario di lavoro

Allo stesso principio si lega un secondo obbligo: la formazione deve svolgersi durante l'orario di lavoro. Le ore dedicate alla formazione sono considerate orario lavorativo a tutti gli effetti e devono essere regolarmente retribuite. Il datore non può pretendere che il dipendente si formi nel tempo libero o in modo non retribuito.

Chi paga la formazione del datore di lavoro

Quando è il datore di lavoro stesso a doversi formare, ad esempio per assumere il ruolo di RSPP, il costo ricade naturalmente sull'impresa. Si tratta di una spesa aziendale a tutti gli effetti, deducibile dal reddito di impresa e con IVA in via generale detraibile per i soggetti passivi. La formazione obbligatoria non è quindi una spesa improduttiva, ma un costo inerente all'attività e fiscalmente vantaggioso.

Le opportunità di finanziamento

Esistono inoltre strumenti che permettono di ridurre o azzerare l'esborso. I fondi paritetici interprofessionali, alimentati dal contributo dello 0,30% già versato all'INPS, consentono di finanziare i piani formativi aziendali, inclusa la formazione sulla sicurezza. Anche gli incentivi pubblici, come il Bando ISI INAIL, sostengono progetti di prevenzione. Conoscere questi strumenti permette di trasformare un obbligo in un investimento a costo ridotto.

Le conseguenze del mancato adempimento

Addossare al lavoratore il costo o il tempo della formazione, oltre a essere illegittimo, espone il datore alle sanzioni dell'art. 55 del D.Lgs. 81/2008, con ammende che possono raggiungere 6.388,23 euro. La corretta gestione degli oneri formativi è quindi al tempo stesso un obbligo di legge e una tutela per l'impresa.

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