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Datore RSPP o Consulente Esterno

Datore di lavoro RSPP o consulente esterno: confronto tra costi, responsabilità e autonomia per decidere se gestire in proprio la sicurezza aziendale.

Quando si tratta di gestire la sicurezza, il datore di lavoro si trova davanti a un bivio: assumere direttamente il ruolo di RSPP, come consentito dall'art. 34 del D.Lgs. 81/2008, oppure affidare l'incarico a un consulente esterno. Non esiste una risposta valida per tutti: la decisione dipende dalla dimensione dell'azienda, dal livello di rischio e dalle competenze disponibili.

Il datore di lavoro che fa da RSPP

L'art. 34 consente al datore di lavoro di svolgere personalmente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, nei limiti dimensionali e di rischio previsti dalla norma, a condizione di frequentare l'apposito corso. Il corso base è di 16 ore in FAD asincrona per il rischio basso; per il rischio alto è previsto un percorso più ampio, fino a 48 ore in FAD sincrona secondo l'Accordo 78/CSR del 17 aprile 2025. È inoltre richiesto un aggiornamento periodico di 8 ore ogni 5 anni.

Il consulente esterno

Il consulente esterno è un professionista specializzato che assume l'incarico di RSPP dietro compenso. Mette a disposizione competenze tecniche consolidate ed esperienza su molteplici realtà aziendali. È la scelta naturale quando l'azienda è complessa, opera in settori ad alto rischio o non dispone delle conoscenze necessarie al proprio interno.

Confronto su costi e impegno

Le due strade differiscono soprattutto su due piani:

  • Costo: il datore RSPP sostiene essenzialmente il costo del corso, una tantum, con il successivo aggiornamento quinquennale; il consulente esterno comporta un onorario ricorrente nel tempo.
  • Impegno personale: il datore RSPP deve dedicare tempo alla formazione e alla gestione operativa della sicurezza; affidandosi a un consulente, delega l'attività tecnica pur mantenendo le proprie responsabilità di legge.

Autonomia e controllo

Gestire la sicurezza in proprio offre un controllo diretto e una conoscenza approfondita dei rischi aziendali, oltre a un risparmio nel medio periodo. Richiede però impegno costante e aggiornamento. Affidarsi a un consulente alleggerisce il carico operativo, ma comporta una spesa continuativa e una minore autonomia nelle scelte quotidiane.

Le responsabilità non si delegano

È fondamentale ricordare che, qualunque sia la soluzione, alcune responsabilità restano sempre in capo al datore di lavoro: la valutazione dei rischi e la relativa documentazione non sono delegabili. Per questo, anche chi sceglie il consulente esterno trae beneficio da una formazione personale che gli consenta di comprendere e governare le decisioni in materia di sicurezza.

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