DPI: Cosa Sono e Quali Categorie Esistono
Cosa sono i DPI secondo il D.Lgs. 81/2008, a cosa servono e quali sono le tre categorie di rischio previste dal Reg. UE 2016/425.
I DPI, ovvero i Dispositivi di Protezione Individuale, sono disciplinati dal Titolo III Capo II del D.Lgs. 81/2008 (artt. 74-79). L'art. 74 li definisce come qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante l'attività lavorativa, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
A cosa servono i DPI: Il DPI rappresenta l'ultima barriera di protezione del lavoratore, da utilizzare quando il rischio non può essere eliminato o ridotto a sufficienza con misure tecniche di prevenzione, con mezzi di protezione collettiva o con misure organizzative. La protezione collettiva ha sempre la priorità: il DPI interviene solo sul rischio residuo che non è stato possibile annullare in altro modo.
Cosa non è un DPI: L'art. 74 esclude espressamente alcune categorie, tra cui gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non destinati a proteggere la sicurezza, le attrezzature dei servizi di soccorso, i DPI delle forze armate e di polizia, i DPI dei mezzi di trasporto stradale e i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi.
Le tre categorie di DPI (Reg. UE 2016/425): Il Regolamento UE 2016/425 classifica i DPI in tre categorie in base alla gravità del rischio da cui proteggono. È una classificazione fondamentale perché determina obblighi diversi in materia di marcatura, certificazione e addestramento.
- Prima categoria: DPI di progettazione semplice destinati a proteggere da rischi di entità lieve, i cui effetti, se graduali, possono essere percepiti in tempo utile e senza pericolo dall'utilizzatore. Esempi: occhiali da sole, guanti contro detergenti diluiti, dispositivi contro l'azione lesiva dei raggi solari.
- Seconda categoria: DPI che proteggono da rischi di entità intermedia, ossia tutti i dispositivi che non rientrano espressamente nella prima o nella terza categoria. Esempi: caschi di protezione, calzature antinfortunistiche, occhiali contro le proiezioni di schegge.
- Terza categoria: DPI di progettazione complessa destinati a proteggere da rischi che possono causare conseguenze molto gravi, come danni permanenti alla salute o la morte. Esempi: imbracature anticaduta, autorespiratori, dispositivi contro le cadute dall'alto, DPI contro agenti chimici nocivi o l'elettrocuzione.
Perché la categoria conta: Per i DPI di terza categoria e per quelli che proteggono l'udito la normativa impone un addestramento obbligatorio del lavoratore. Conoscere la categoria del dispositivo è quindi il primo passo per gestire correttamente gli obblighi formativi e documentali in azienda.
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