Come Scegliere i Guanti di Protezione contro il Rischio Chimico
Guida alla scelta dei guanti per il rischio chimico: materiali, tempo di permeazione, marcatura EN ISO 374 e obblighi del datore di lavoro secondo il D.Lgs. 81/2008.
La scelta dei guanti di protezione contro il rischio chimico è una delle decisioni più delicate per il datore di lavoro, perché non esiste un guanto universale: ogni materiale offre resistenza a determinate sostanze e nessuna a tutte. Una selezione errata espone il lavoratore a un falso senso di sicurezza, spesso più pericoloso dell'assenza di protezione. Per questo l'art. 18 del D.Lgs. 81/2008 impone al datore di fornire DPI adeguati al rischio specifico, scelti in base alla valutazione dei rischi.
Perché il materiale fa la differenza
I guanti per agenti chimici sono realizzati in nitrile, neoprene, lattice naturale, PVC, alcool polivinilico o materiali multistrato. Ogni polimero reagisce in modo diverso al contatto: una sostanza che il nitrile blocca efficacemente può attraversare rapidamente il lattice. La scelta parte sempre dalla scheda di sicurezza (SDS) del prodotto chimico utilizzato, che indica i DPI raccomandati e le incompatibilità.
Il tempo di permeazione: il parametro chiave
Il dato più importante non è lo spessore, ma il tempo di permeazione: il tempo che la sostanza impiega ad attraversare il materiale a livello molecolare. La norma EN ISO 374-1 classifica i guanti in livelli da 1 a 6, dove il livello 6 indica una protezione superiore a 480 minuti. Il datore deve confrontare questo dato con la durata effettiva dell'esposizione del lavoratore.
La marcatura da verificare
Sul guanto e sulla confezione devono comparire la marcatura CE, il pittogramma del rischio chimico (beuta) con le lettere delle sostanze testate, e il riferimento alle norme EN ISO 374-1 e EN ISO 374-5 (protezione da microrganismi). I guanti contro il rischio chimico sono DPI di terza categoria, destinati a proteggere da rischi gravi o mortali.
Gli obblighi del datore di lavoro
Trattandosi di DPI di terza categoria, il datore non si limita a consegnarli: deve garantire informazione, formazione e addestramento specifico all'uso corretto (art. 77 D.Lgs. 81/2008). Deve inoltre stabilire procedure di indossamento e svestizione, sostituzione periodica e smaltimento dei guanti contaminati.
Errori frequenti da evitare
Riutilizzare guanti monouso, scegliere un solo modello per sostanze diverse, ignorare le allergie al lattice del personale, trascurare la taglia corretta che compromette la presa: sono tutti errori che vanificano la protezione. La valutazione va aggiornata a ogni cambio di prodotto chimico in uso.
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