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Piano di Emergenza: Quando è Obbligatorio

Il piano di emergenza è obbligatorio nelle attività indicate dal DM 2/09/2021, in genere oltre i 10 lavoratori o nelle attività soggette ai VVF. Scopri quando.

Il piano di emergenza è il documento che descrive le procedure da seguire in caso di incendio o di altra situazione di pericolo, allo scopo di garantire l'evacuazione sicura delle persone e di limitare i danni. Non tutte le aziende sono però tenute a redigerlo: la normativa individua con precisione i casi in cui diventa obbligatorio.

Il quadro normativo: il DM 2/09/2021

L'obbligo del piano di emergenza è oggi disciplinato dal DM 2/09/2021 (decreto "GSA", gestione della sicurezza antincendio in esercizio), che attua le previsioni del D.Lgs. 81/2008 e ha sostituito le corrispondenti disposizioni del previgente DM 10/03/1998. Il decreto stabilisce quando il datore di lavoro deve predisporre un piano di emergenza vero e proprio e quando, invece, sono sufficienti misure organizzative più semplici.

Quando il piano di emergenza è obbligatorio

  • Sono occupati almeno 10 lavoratori
  • Sono aperti al pubblico con presenza contemporanea di più di 50 persone, indipendentemente dal numero di lavoratori
  • Rientrano tra le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco ai sensi del DPR 151/2011, a prescindere dal numero di occupanti

In questi casi il piano deve essere redatto in forma scritta e tenuto aggiornato.

Cosa accade sotto le soglie

Nei luoghi di lavoro che non raggiungono le soglie indicate, il datore di lavoro non è esonerato dalla gestione delle emergenze: deve comunque adottare gli accorgimenti organizzativi e gestionali necessari da attuare in caso di emergenza. In altre parole, l'obbligo del documento formale viene meno, ma resta l'obbligo di organizzare la risposta alle situazioni di pericolo, designando gli addetti e individuando le procedure essenziali.

I contenuti del piano di emergenza

  • Le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio o emergenza
  • Le procedure per l'evacuazione e l'individuazione delle vie di esodo e delle uscite di emergenza
  • Le modalità di chiamata dei soccorsi esterni (Vigili del Fuoco, 118)
  • I compiti specifici degli addetti antincendio e degli addetti al primo soccorso
  • Le misure per assistere le persone con ridotte capacità motorie o sensoriali

Aggiornamento e prove

Il piano non è un documento statico: va rivisto ogni volta che mutano le condizioni dell'attività (nuovi locali, nuove lavorazioni, variazione del numero di occupanti). La sua efficacia si verifica attraverso le prove di evacuazione periodiche, che vanno effettuate almeno una volta l'anno.

La responsabilità del datore di lavoro

La redazione e l'attuazione del piano di emergenza rientrano tra gli obblighi non delegabili connessi alla valutazione dei rischi. Il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione deve saper riconoscere se la propria attività è soggetta all'obbligo e, in caso affermativo, predisporre un piano adeguato.

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