La Responsabilità dell'RSPP Esterno: Cosa Rischia
La responsabilità dell'RSPP esterno: cosa rischia in caso di infortunio, il ruolo di consulente, la posizione di garanzia e perché il datore resta responsabile.
Affidare il servizio di prevenzione e protezione a un professionista esterno è una scelta diffusa, soprattutto nelle aziende che non dispongono di competenze interne. Una convinzione errata e pericolosa, però, induce alcuni datori di lavoro a ritenere che con la nomina dell'RSPP esterno la responsabilità sulla sicurezza passi interamente a quest'ultimo. La realtà giuridica è diversa e va conosciuta con precisione.
Il ruolo dell'RSPP secondo la legge
L'RSPP, definito dall'art. 31 e seguenti del D.Lgs. 81/2008, è il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Il suo compito è di natura consulenziale e tecnica: individuare i fattori di rischio, elaborare le misure di prevenzione, proporre i programmi di informazione e formazione. L'RSPP affianca e supporta il datore di lavoro, ma non dispone di poteri decisionali né di spesa.
Perché il datore resta responsabile
La designazione dell'RSPP è un obbligo non delegabile del datore di lavoro ai sensi dell'art. 17. Ciò significa che il datore di lavoro non può trasferire all'RSPP le proprie responsabilità: l'RSPP propone, ma è sempre il datore a decidere e ad attuare. La posizione di garanzia, ovvero il dovere giuridico di impedire l'evento dannoso, resta in capo a chi ha i poteri organizzativi e di spesa, non al consulente.
Cosa rischia comunque l'RSPP esterno
Questo non significa che l'RSPP sia esente da responsabilità. La giurisprudenza ha più volte affermato che, in caso di infortunio, l'RSPP può rispondere a titolo di concorso di colpa quando l'evento è riconducibile a una sua carente o errata valutazione tecnica. Se l'RSPP ha sottovalutato un rischio, ha omesso di segnalarlo o ha fornito indicazioni inadeguate, e da ciò è derivato l'infortunio, può essere chiamato a rispondere di lesioni o omicidio colposi accanto al datore di lavoro.
La responsabilità per colpa professionale
L'RSPP esterno svolge un'attività professionale e ne risponde secondo i canoni della diligenza qualificata. Un'analisi dei rischi superficiale, un DVR redatto in modo standardizzato senza calarlo nella realtà aziendale, l'omessa segnalazione di pericoli evidenti sono tutte condotte che possono integrare la sua responsabilità. Il professionista risponde quindi della qualità tecnica del proprio operato.
Il nodo del flusso informativo
Un punto critico riguarda le informazioni che il datore di lavoro fornisce all'RSPP. Se il datore omette di comunicare dati rilevanti sui processi produttivi o sui rischi, l'RSPP può vedere ridotta la propria responsabilità. Al contrario, l'RSPP che riceve tutte le informazioni e ciononostante valuta in modo errato ne risponde pienamente. La collaborazione documentata tra le due figure è quindi decisiva.
La scelta del datore consapevole
Comprendere questo equilibrio aiuta il datore di lavoro a non abbassare la guardia: nominare un buon RSPP esterno è utile, ma non lo solleva dai propri obblighi. In molte PMI, anzi, il datore valuta di assumere direttamente i compiti di RSPP, mantenendo così pieno controllo sul sistema di prevenzione e una conoscenza diretta dei rischi.
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