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Sicurezza dei Lavoratori Minorenni

Tutela dei lavoratori minorenni: età minima, visita medica, lavori vietati, orario e divieto di lavoro notturno secondo la Legge 977/1967 e il D.Lgs. 81/2008.

L'impiego di lavoratori minorenni, inclusi gli apprendisti, gli stagisti e i ragazzi in alternanza scuola-lavoro, richiede una tutela rafforzata. Oltre alle norme generali del D.Lgs. 81/2008, il datore di lavoro deve rispettare la Legge 977/1967, che disciplina in modo specifico la tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti, distinguendo fra le due categorie.

Età minima e definizioni

La normativa distingue il bambino, cioè il minore che non ha ancora compiuto quindici anni o è soggetto all'obbligo scolastico, dall'adolescente, di età compresa fra i quindici e i diciotto anni. L'ammissione al lavoro è in via generale subordinata all'assolvimento dell'obbligo di istruzione e al raggiungimento dei requisiti di età previsti dalla legge.

La valutazione dei rischi dedicata

Prima di adibire un minore al lavoro, e a ogni modifica rilevante delle condizioni, il datore di lavoro deve valutare i rischi specifici tenendo conto della loro inesperienza, della mancanza di consapevolezza dei pericoli e dello sviluppo psicofisico non ancora completato. La valutazione deve considerare la natura, il grado e la durata dell'esposizione agli agenti pericolosi e l'idoneità delle attrezzature.

I lavori vietati

La Legge 977/1967 elenca in allegato le lavorazioni e i processi vietati ai minori: esposizione ad agenti tossici e cancerogeni, lavori in atmosfere ad alto rischio, mansioni che comportano sollevamento di pesi eccessivi, attività con macchine pericolose e lavorazioni che superano le loro capacità fisiche o psicologiche. In casi limitati e tassativi, alcune di queste attività sono ammesse per gli adolescenti solo per indispensabili esigenze formative e sotto la sorveglianza di un formatore competente.

La sorveglianza sanitaria

L'idoneità al lavoro del minore deve essere accertata da una visita medica preventiva e da controlli periodici, generalmente a cadenza annuale fino al compimento della maggiore età. La sorveglianza sanitaria è una garanzia essenziale per verificare che la mansione sia compatibile con lo sviluppo del ragazzo.

Orario di lavoro e riposi

Per i minori l'orario è ridotto rispetto agli adulti, con limiti giornalieri e settimanali più stringenti e con pause obbligatorie. Vige inoltre il divieto di lavoro notturno, salvo eccezioni tassative previste dalla legge, e devono essere garantiti periodi di riposo adeguati a tutela del recupero psicofisico.

Informazione, formazione e responsabilità

Il minore deve ricevere un'informazione e una formazione adeguate ai rischi, calibrate sul suo livello di esperienza. La violazione delle norme di tutela espone il datore di lavoro a sanzioni penali e amministrative significative, data la particolare vulnerabilità di questi lavoratori.

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