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Lavoro Notturno: gli Obblighi di Sicurezza

Lavoro notturno e sicurezza: definizione di lavoratore notturno, limiti orari, sorveglianza sanitaria e obblighi del datore secondo il D.Lgs. 66/2003 e il D.Lgs. 81/2008.

Il lavoro notturno comporta rischi specifici per la salute, legati all'alterazione dei ritmi biologici, all'affaticamento e al maggior rischio di errori e infortuni. Per questo il legislatore ha previsto una disciplina dedicata: il D.Lgs. 66/2003 regola l'orario di lavoro e definisce le tutele del lavoratore notturno, mentre il D.Lgs. 81/2008 impone di valutarne i rischi e di adottare le misure di prevenzione conseguenti.

Chi è il lavoratore notturno

Il periodo notturno è di norma l'intervallo di almeno sette ore consecutive comprendenti l'arco fra la mezzanotte e le cinque del mattino. È considerato lavoratore notturno chi svolge durante tale periodo almeno tre ore del proprio orario in via abituale, oppure chi lavora di notte per un numero minimo di giornate nell'anno secondo i criteri fissati dalla contrattazione collettiva. Questa qualificazione è importante, perché fa scattare specifici obblighi di tutela.

I limiti all'orario di lavoro

L'orario dei lavoratori notturni è soggetto a limiti più stringenti: in via generale non deve superare le otto ore in media nelle ventiquattro ore. Per le mansioni che comportano rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali, sono previste limitazioni ulteriori, a tutela del recupero psicofisico del lavoratore.

La valutazione dei rischi

Il datore di lavoro deve includere il lavoro notturno nella valutazione dei rischi, considerando l'aumento dell'affaticamento, la riduzione dei livelli di attenzione e l'impatto su mansioni che richiedono precisione o uso di macchinari. Le misure di prevenzione possono comprendere l'organizzazione dei turni, la rotazione del personale, pause adeguate e una progettazione ergonomica delle postazioni.

La sorveglianza sanitaria obbligatoria

I lavoratori notturni sono soggetti a una sorveglianza sanitaria specifica a cura del medico competente, con accertamenti preventivi e controlli periodici, generalmente con cadenza almeno biennale. Lo scopo è verificare nel tempo che lo stato di salute resti compatibile con il lavoro notturno e individuare precocemente eventuali criticità.

Il trasferimento ad altra mansione

Quando il medico competente accerta una condizione di salute incompatibile con il lavoro notturno, il lavoratore ha diritto, ove possibile, di essere assegnato a una mansione diurna. È inoltre prevista una tutela rafforzata per alcune categorie, come le lavoratrici madri, per le quali il lavoro notturno è vietato nei periodi stabiliti dalla legge.

Informazione e responsabilità

I lavoratori notturni devono essere informati dei rischi connessi e delle misure adottate. La mancata applicazione delle tutele previste espone il datore di lavoro a sanzioni e ad aggravamenti di responsabilità in caso di infortunio riconducibile alle condizioni di lavoro notturno.

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